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QUAL’ È QUELLO GIUSTO...?
Di Admin (del 20/03/2010 @ 16:43:51, in Maria Lucrezia Caporaso, linkato 11401 volte)

Pare doveroso cercare di fare un po’ di chiarezza, ardua e audace mission considerando la complessità poco ordinata dell’ “universo bicchiere”!

Bicchiere (definizione): “piccolo recipiente, di varie forme, misure e materiali, adatto ad essere portato alla bocca utilizzando una mano. Ha lo scopo di ospitare un liquido da bere”, nel nostro caso vino.

Nella sua semplicità può anche apparire come un accessorio di poca importanza. Tuttavia il bicchiere svolge un ruolo essenziale e determinante per la valutazione di un vino.

Durante la sua storia, l’uomo ha prodotto una miriade di bicchieri, differenti per forma, grandezza/capacità, per materiali utilizzati e se vogliamo anche per valore. Ma è a partire dal IV secolo a.C. che cominciano ad appa¬rire i primi contenitori per bevande in vetro realizzati da artigiani anche italiani. Sono coppe di forma semisferica o conica, con o senza piede. Nei secoli successivi le forme si fanno più complesse, sempre più elaborate e fantasiose, e con la produzione di massa il loro uso diventa universale.

I bicchieri, propriamente calici da vino, sono oggi argomento di grandi dibattiti. Uno degli errori che spesso si commettono quando si apre una bottiglia di vino è quello di sottovalutare (o al contrario talvolta di esasperare), l'importanza della scelta del giusto bicchiere dove poterlo degustare. Si sà, la personalità di un vino può essere esaltata o sacrificata a seconda del calice prescelto. Va da sé che la percezione delle caratteristiche olfattive e gustative di un vino possono cambiare da un bicchiere all'altro; ciò sia in virtù della diversa forma che del materiale utilizzato, il peso, la dimensione, lo spessore, la trasparenza, tutti elementi che avalleranno e aiuteranno a migliorare ed esaltare i sapori e gli aromi di un vino. Ai fini di una buona degustazione sono generalmente preferibili calici a gambo lungo, che oltre ad essere molto eleganti, risultano funzionali: permettono di evitare il contatto delle dita con la superficie del calice che, oltre a lasciare impronte indesiderate, il contatto con la mano può alterare la temperatura del vino stesso, o trasmettere eventuali odori estranei. Come dovrebbe quindi essere, in breve, un bicchiere da vino? In primis la scelta del bicchiere appropriato è legata alle caratteristiche del vino stesso. Dato per assunto ciò, in generale sono da preferire bicchieri di cristallo sottile o di vetro il meno pesante possibile, incolore, trasparente tanto da consentirne l'apprezzamento visivo dei colori, della limpidezza. Importante è anche la capienza, per consentire l’ossigenazione del vino e quindi lo sprigionarsi dei profumi, così da coglierne al meglio il bouquet.

CONSIDERAZIONI: occorre sempre ricordare che ognuno è libero di utilizzare il bicchiere che meglio crede, cercando magari, a fronte di un acquisto, di scegliere un tipo di bicchiere che si adatta a diversi tipi di vino, così da ottimizzare la spesa. Si suggerisce, per lavare i bicchieri, di usare acqua calda e detergenti inodore, lasciare asciugare il bicchiere all'aria e poi passarlo con un panno senza filamenti per eliminare i residui opachi.

E’ importante che il calice scelto sia quello giusto…ma è fondamentale che “il bicchiere sia sempre ‘mezzo pieno’”.

Per i ns bianchi Taburno Coda di Volpe e Taburno Falanghina, consigliamo un calice di tipo “B”, perché: “Il corpo più largo con apertura maggiore, consentiranno una migliore percezione degli aromi complessi dei vini bianchi che saranno valorizzati in bocca grazie all'apertura diritta che dirigerà il vino nelle parti laterali e posteriori della lingua, per poi giungere, infine, alla punta e valutare quindi, in modo complessivo, la sua morbidezza.”

Per il Campania Aglianico consigliamo un calice di tipo “A”, perché: “Questo bicchiere è essenzialmente uguale a quello utilizzato per i vini bianchi, di fatto si può utilizzare tranquillamente lo stesso bicchiere. Questo tipo di vino, con tannini, deve stimolare principalmente le parti interne della bocca ed evitare, almeno nella fase iniziale di introduzione nella cavità orale, il contatto con le gengive che a causa dell'astringenza darebbero luogo ad una sensazione tattile poco piacevole. Il corpo del bicchiere dovrà essere inoltre largo in modo da consentire un'adeguata ossigenazione e sviluppo degli aromi.”

Per il Merum (Aglianico del Taburno DOP) consigliamo un calice di tipo “C”, perché: “La grande dimensione di questo bicchiere consente la giusta ossigenazione del vino affinato in botte, i cui tannini hanno già assunto un carattere più morbido. La forma ampia di questo bicchiere consente lo sviluppo di aromi complessi e terziari.”